li monopolistici (e già ti girano i maroni), ecco che l'offensiva passa al fronte dei file torrent: uno dei più conosciuti siti di ricerca e organizzazione di tali file (si trova di tutto, dalla musica, a film e serie tv) è stato censurato dalla procura di Bergamo. The Pirate Bay, sito svedese, che conta 10 milioni di utenti al giorno, in Italia non è più visibile. Non permetteva solo di trovare file torrent di materiale protetto da copyright, ma anche software open source e dati non protetti. Gli svedesi hanno prontamente aperto un altro sito (labaia.org) che nel giro di 24 ore è stato anch'esso oscurato. 
Ai per lo più grigiastri paesaggi parigini si sostiuiscono scenari che lasciano presagire il mio ritorno in patria. In effetti, dopo un periodo di riassestamento ai canoni bolognesi (aperitivo, caldo soffocante, mangiate dalla nonna) riesco finalmente ad aggiornare il blog. Incredibile... E, accodandomi ai post dei miei compagni di viaggio (ciavemoimoscioli e blog.myspace.com/index.cfm) vi annoio anche io con un altro punto di vista sul breve soggiorno a Marcelli.
Domenica, 20.05: il faccione del nuovo presidente francese appare sul megaschermo di rue de Solferino, sede storica dei socialisti transalpini. Il migliaio di persone radunatesi per l'attesa fa partire un assordante coro di fischi e insulti.
Primo maggio. Non posso restare insensibile all'appello di Sègo e così partecipo al meeting che si tiene allo stadio Charlety. Concerto e dibattito. Tra gli altri suonano Renaud (una specie di De Gregori d'oltralpe), Yannick Noah (ex-tennista datosi al pop), qualche rapper di banlieu e Sanseverino. Ovviamente i trasporti parigini sono nel caos e ora che arriviamo, lo stadio è pieno come un uovo e la security ci dice di tornare a casa. Non domi, decidiamo di essere intrepidi e di scavalcare un muretto pur di non mancare al grande appuntamento. Facciamo così trionfalmente ingresso sul terreno di Charlety dove ci aspettano 40000 persone festanti e decise a non alzare bandiera bianca di fronte a Sarkozy. Io, nel frattempo, vengo subito munito di un adesivo STOP SARKO e di un cartello con su scritto "segosphere". Mentre i vari chanteurs si alternano sul palco, dallo stadio si levano cori pro-sègo: "On va gagner, on va gagner!". Il rischio di un Berlusconi francese (stessa statura, sia politica che fisica, stesso populismo, stesse promesse) mi rende uno dei più accaniti sostenitori della candidata socialista e mi unisco subito al coro. Dopo un paio d'ore, un corridoio di volontari si crea sulla linea di metà campo. Sègolene tra l'entusiamo generale guadagna il palco. Il suo discorso tocca i punti generali del programma con un accento particolare sulla sua idea di potere. Democrazia partecipativa. La France Presidente è lo slogan. Punta chiaramente a contrapporre alla "rottura tranquilla" proposta da Sarko, la sua idea Francia unita per cambiare. In effetti la sua unica chanche per ritrovarsi all'Eliseo è quella di convincere i centristi di Bayrou a votare lei e nessuno si aspettava un discorso di sinistra oggi. Lo stadio sembra comunque apprezzare e capire e spero che l'ovazione finale riservatale sia di buon auspicio per domenica.
Eh sì! I pescatori non risparmiano nemmeno la Senna parigina. Avvicinatomi all'insolita scena non ho potuto fare a meno di prendere in foto i locali pescatori di siluro urbano. Chissà che carni prelibate nasconderanno quelle cristalline acque...![]() |
Consigli di voto e mie versioni dei fatti